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ENERGIA 2021. UN SETTORE IN TRANSIZIONE

Estratto dalla “PREMESSA”

 

È difficile cercare di fare un bilancio dell’anno appena trascorso senza citare la pandemia da COVID-19 e i suoi impatti sulle nostre vite, ancora oggi con un vaccino efficace a disposizione. Da un punto di vista lavorativo, per esempio, l’home working ha alterato quella che sembrava essere l’immutabile alternanza quotidiana fra casa e ufficio.

Osservando dal punto di vista del settore energy è stato un anno di ripresa dei consumi dopo il calo netto frutto dei severi lockdown della prima parte del 2020, ma anche di un rialzo dei prezzi della materia energia e, di conseguenza delle bollette. Ciò è accaduto sia a livello mondo che come Italia.

Ancor più che quello precedente, si è parlato di Transizione energetica come strada obbligata per mitigare gli effetti del climate change e giungere a una società decarbonizzata. Le rinnovabili sono ormai una realtà in termini di generazione e prezzo al kWh, ma non solo. La finanza green (complice anche la Tassonomia europea) è sempre più forte e diffusa, così come lo è la bancabilità di progetti ambientalmente sostenibili. E le approfondite riflessioni fatte sull’idrogeno “verde” (prodotto con elettricità da FER) come vettore energetico del prossimo futuro dimostrano che si stanno cercando soluzioni in grado di mutare il quadro in profondità.

A tante luci, tuttavia, corrispondono anche delle ombre. Innanzitutto le fonti fossili non sono al tramonto, visto che diverse nazioni in piena crescita industriale (India e Cina) faticano a immaginare vie completamente sostenibili di sviluppo. Almeno nei termini posti dall’Unione europea e dai suoi ambiziosi programmi. Lo stesso gas naturale, oggi oscurato dall’ipotesi dell’idrogeno, non può considerarsi un’opzione sorpassata.

Nel nostro Paese, vi sono difficoltà aggiuntive rappresentate da iter amministrativi lunghi e farraginosi che ostacolano un pieno sviluppo di eolico e fotovoltaico, come dimostrato dalle fallimentari aste dell’estate.

Osservando il mercato lato consumatore finale, l’Italia attende ancora il completamento della liberalizzazione dell’elettrico (ciò avverrà nel gennaio 2023). Eppure, dati alla mano, abbandonare il tutelato conviene sia in termini di risparmio monetario in bolletta sia in quello di eco-sostenibilità grazie alle numerose offerte di energia elettrica generata da fonti carbon free e rinnovabili (come proponiamo noi di Audax Renewables).

Per finire, un tema vicino alla nostra sensibilità di retailer è quello delle modalità di acquisizione e fidelizzazione del cliente, oggi purtroppo soggette a molte, troppe, variabili. Offrire servizi e prodotti aggiuntivi diviene una soluzione vincente, ora che l’energia si è trasformata in una commodity priva di qualsiasi appeal nelle dinamiche di acquisto dell’utente-consumatore. 

 

Da ultimo, un fatto che riguarda Audax da vicino. Con la metà del 2021 vi è stato un cambio nel nome: da Audax Energia siamo diventati Audax Renewables. Ciò è accaduto sia in Italia come negli altri mercati, con la sola eccezione della Spagna, dove è stato mantenuto il nome di Audax Renovables. Idiomi diversi che significano, tuttavia, il medesimo impegno. Non solo una semplice e superficiale azione di rebranding, ma un segno importante che allinea marca-mission-valori. O se si preferisce che fa finalmente coincidere “come ci chiamiamo”, quello che “siamo” e quello “in cui crediamo”. Con l’energia rinnovabile e sostenibile come comun denominatore. 

 

Questi miei spunti di riflessione, oggi raccolti nel presente ebook, avevano – nel corso di questi ultimi 12 mesi – originariamente trovato spazio sul sito web di Audax Renewables e sulla piattaforma LinkedIn.

 

Buona lettura!

 

Francesco Calabretta

Cluster Leader Italy and Hungary Audax Renewables

 

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